CREDITO D’IMPOSTA INVESTIMENTI PUBBLICITARI 2026 – Domande entro 1° aprile 2026

Entro (e non oltre) il 1° aprile 2026 è possibile inviare la domanda di accesso al credito di imposta per investimenti pubblicitari incrementali (altrimenti noto come “Bonus pubblicità“), di cui – tra le altre – alle precedenti Newsletter n. 68/2020, n. 13/2021, n. 21/2022, n. 13/2023, n. 17/2024 e n. 15/2025, con riguardo alle spese sostenute e da sostenere nell’anno 2026.

Possono accedere al beneficio le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali indipendentemente da natura giuridica assunta, dimensioni aziendali e regime contabile adottato.

Il credito d’imposta è riconosciuto per le sole spese sostenute per la pubblicità sulla stampa, ovvero giornali quotidiani e periodici, anche online, sia locali che nazionali, iscritti presso il competente Tribunale ovvero presso il Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e dotati, in ogni caso, della figura del direttore responsabile.

Risultano quindi escluse le spese sostenute per altre forme di pubblicità, quali, in via esemplificativa ed a titolo non esaustivo:

  • emittenti televisive e radiofoniche, analogiche o digitali;
  • grafica pubblicitaria su cartelloni fisici;
  • volantini cartacei periodici;
  • pubblicità su cartellonistica, su vetture o apparecchiature, mediante affissioni e display,  su schermi di sale cinematografiche;
  • pubblicità tramite social o piattaforme online ovvero banner pubblicitari su portali online.

Il beneficio fiscale in esame si applica ai costi ammissibili (pubblicità sulla stampa quotidiana e periodica) nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, comparando quindi innanzitutto le spese sostenute nell’anno 2026 con quelle del 2025 ed applicando poi la richiamata percentuale del 75% a tale differenza.

Viene inoltre richiesto un incremento minimo dell’1% rispetto agli analoghi investimenti dell’anno 2025 (c.d. meccanismo incrementale), in mancanza del quale la spesa sostenuta per le pubblicità non risulta agevolabile.

Sulla base di questo requisito non possono quindi richiedere il credito di imposta i soggetti che:

  • nel 2026 registreranno un incremento degli investimenti pubblicitari inferiore all’1% rispetto a quelli effettuati nel 2025;
  • nel 2026 registreranno un decremento degli investimenti agevolabili rispetto a quelli effettuati nel 2025;
  • inizieranno la loro attività nel corso dell’anno 2026.

Non si considera sussistente alcun incremento se sono state sostenute spese pari a zero nell’anno 2025.

Pertanto – al pari delle annualità precedenti – i soggetti interessati dovranno presentare, in via telematica e sull’apposita piattaforma messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate:

  • entro il 1° aprile 2026, la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta“, contenente, tra l’altro, i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno in corso;
  • nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 gennaio 2027 (salvo proroghe), la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” al fine di dichiarare, ai sensi dell’art. 47 D.P.R. 445/2000, che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno 2026.

Successivamente, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria pubblicherà l’elenco dei soggetti beneficiari ed il credito d’imposta effettivamente spettante sarà utilizzabile unicamente in compensazione, a partire dal quinto giorno successivo alla suddetta pubblicazione.

L’agevolazione rimane soggetta al rispetto (i) dei limiti della normativa europea sugli aiuti di Stato “de minimis” nonché  (ii) del tetto di spesa determinato dallo stanziamento annuale.

Ne consegue che, in caso di insufficienza delle risorse disponibili rispetto alle richieste pervenute, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria procederà ad una ripartizione delle stesse tra i beneficiari in misura proporzionale, andando a determinare una riduzione della percentuale da applicare ai fini della determinazione del credito (dal 75%  previsto) e, quindi, del beneficio spettante a ciascuno dei soggetti richiedenti ammessi a fruirne.

Alla luce di ciò, vorrete, cortesemente, valutare l’opportunità di presentare la domanda di accesso al beneficio in parola laddove, nel 2026, fossero preventivati incrementi di spesa di ammontare significativo rispetto ai costi sostenuti nel 2025, apparendo plausibile che – come sinora sempre accaduto – il Dipartimento per l’informazione e l’editoria vada, all’esito dell’istruttoria compiuta, a ridurre in misura rilevante la percentuale del credito d’imposta attribuita ai beneficiari in ragione dell’elevata mole di richieste che verranno presentate.

Per eventuali ulteriori informazioni e chiarimenti, nonché per l’assistenza del caso, potrete contattare l’Avv. Marcello Fantuzzi (e-mail: m.fantuzzi@studiomorandi.itentro il 20 marzo 2026.

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